Un Servizio Civile a Valcea: 3 Modi per Salvare il Mondo!

Un Servizio Civile a Valcea
3 Modi per Salvare il Mondo

Un anno e otto mesi. Questo è il tempo trascorso dal mio primo giorno in Romania. Dalla mia prima
esperienza all’estero, dal primo giorno lontano dalla mia famiglia alla ricerca della tanto agognata
indipendenza.
Circa due anni fa vagavo infelicemente nelle aule di giurisprudenza, poi una scelta casuale, un
progetto SVE scelto un po’ per caso, ha cambiato l’idea che avevo in mente del mio futuro.
E così, dopo un anno di SVE tra difficoltà iniziali, tanti bambini con cui trascorrere i miei
pomeriggi, centinaia di volontari da tutto il mondo da incontrare e viaggi in autostop, ho imparato a
conoscere una nuova cultura, una nuova lingua (più o meno…), una nuova vita fatta di esperienze e
attività che mai avrei immaginato di poter svolgere.
Appassionandomi così tanto a quello che stavo facendo, decisi di restare in Romania, per un altro
anno, come Servizio Civile per Bir e Ipsia.
Durante la formazione da Servizio Civile, più volte era stato fatto riferimento alla “Difesa della
Patria” come uno degli obiettivi principali del progetto e presente, addirittura, nella nostra
Costituzione. A quei tempi, consideravo quella frase un po’ esagerata e anche abbastanza
anacronistica…ma mi sbagliavo: la “Difesa della patria” è stato il principale leit motiv della mia
permanenza a Ramnicu Valcea.
Ecco alcuni esempi di come abbia salvato il mondo e la nostra Italia negli ultimi otto mesi:
1) Invasione Aliena (parte 1):
Primo giorno a Ramnicu Valcea, sede del progetto.
Al mio arrivo tutto sembrava tranquillo, troppo tranquillo. L’ottima accoglienza della coordinatrice
di Bir e dello staff di Inima pentru Inima (l’organizzazione partner romena), la visita di una città
che all’apparenza sembrava silenziosa e ospitale, ed una cena con prodotti tipici in un ristorante
della zona, mi avevano fatto abbassare la guardia arrivando a pensare che la mia missione sarebbe
stata più facile del previsto.
Ma era solo l’inizio…al mio rientro a casa, qualcosa di inaspettato sarebbe accaduto.
Pronto per andare a dormire, prima sentii qualche rumore sospetto, poi notai alcune ombre
provenire dalla cucina: erano esemplari di “Blatta orientalis”, comunemente noti con il nome di
scarafaggi. Armato di scopa, iniziò la mia notte di battaglia contro queste abominevoli creature.
La mia strategia sembrava funzionare, ma proprio quando pensai di essere vicino alla vittoria, le
uova, nascoste in ogni angolo della casa, iniziarono a schiudersi moltiplicando il numero di nemici
da abbattere. 10, 20, 30…100 scarafaggi.
Dopo circa 30 giorni di lotta senza tregua, tra spray disinfettanti e disinfestazioni
dell’appartamento, la minaccia fu finalmente debellata. O almeno così credevo…
2) Difesa del Made in Italy:
Viviamo in tempi difficili, su questo non c’è dubbio. Una crisi finanziaria che sembra non conosca
fine e una ripresa economica quasi inesistente.
Ma i dati parlano chiaro: un pilastro dell’economia italiana è rappresentato dalla nostra arte
culinaria e dall’esportazione del Made in Italy nel mondo.
Immaginate la mia sorpresa una volta arrivato in Romania, provando i vari mici, sarmale, salata
de vinete, zacusca, slanina, ciorba, telemea, mamliga, papanasi, gogosi, cozonac, ecc.
Era chiaro che la popolarità dei prodotti italiani fosse in serio pericolo…quindi decisi di agire
istintivamente e nel modo più efficace possibile: tentare di esaurire le scorte di prodotti romeni in
circolazione in supermercati, ristoranti, bistrot e fast food.
La missione è ancora in corso e molto lunga, ma i +15 kg dal mio arrivo in Romania attestano il
mio impegno costante.
3) L’Epidemia:
Questa storia riguarda i miei colleghi: i volontari SVE.
Tra le tante avventure affrontate nell’ultimo anno, ci sono stati raffreddori, influenze, allergie e
dolori vari. Niente fuori dall’ordinario, fortunatamente.
Quindi, nella seconda metà del progetto, dovendo trattenermi in Italia per alcuni giorni, affidai il
compito di difendere il mondo ai tre migliori colleghi che si possa desiderare: i tre volontari SVE.
Mai avrei potuto pensare che, in mia assenza, i miei valorosi compagni si sarebbero trovati ad
affrontare la più grande delle minacce: un’epidemia. Un’epidemia di scabbia!
Immaginate un corso di formazione con 50 volontari internazionali, un albergo isolato in
montagna e evidenti sintomi di scabbia sul corpo di una delle SVE di Valcea.
Il panico e il terrore tra i volontari avevano raggiunto livelli altissimi, non c’era alcuna via di fuga
e il contagio era ormai certo.
Vennero contattate anche le autorità locali che, allarmate dalla grave situazione senza precedenti
in un progetto SVE, erano pronte a tutto.
Un medico della zona, arrivato d’urgenza in hotel, decise di visitare la contagiata…pochi minuti
dopo, l’allarme era rientrato.
Nessuno sa cosa sia successo quel lunedì d’aprile, tuttavia due storie nel corso del tempo sono state
più volte considerate vicine alla realtà dei fatti:
– Un nuovo farmaco in via sperimentale venne usato in quella circostanza, portando alla
guarigione istantanea della contagiata;
– La volontaria SVE non fu mai contagiata di scabbia e fu tutto frutto di un equivoco dovuto ad una
scarsa conoscenza della lingua romena.
Questa è solo una piccola parte delle avventure vissute durante questo progetto. Tanto altro potrei
raccontare: dalla possibilità di scrivere un progetto europeo, alle attività fatte con i bambini del
centro di Copacelu e di un asilo di Valcea, e ancora, dal corso di italiano organizzato in biblioteca ai
tanti Training Course del programma Erasmus+ in giro per l’Europa.
Il mio progetto, oggi, si è quasi concluso. Nonostante un avvio complicato, sento nuovamente
quella strana sensazione…la voglia di restare ancora, almeno un altro anno, in Romania. Una
nazione con tanti luoghi unici da scoprire, piena di contraddizioni ma in cui mi sono sentito a casa
sin dal primo giorno.
Presto, però, sarà compito dei miei successori continuare a difendere la patria così come ho cercato
di fare nel mio anno di progetto. Buona fortuna!
p.s.
4) Invasione Aliena – La Vendetta (parte 2)
Questa è la storia di un fallimento.
Arrivati a metà progetto, un semplice trasloco, si trasformò nel ritorno del mio più grande incubo e
acerrimo nemico.
Infatti, felice di trovarmi in un nuovo appartamento più grande e spazioso, dopo una giornata di
duro lavoro tra attività con bambini, corsi di italiano in biblioteca e progetti da ultimare, decisi di
trascorrere il resto della giornata in pieno relax.
La mia serata, però, era appena cominciata: gli scarafaggi erano tornati! Più forti e numerosi
della prima volta.
Cosa fare? Ormai immuni alle soluzioni chimiche utilizzate in precedenza, solo una fu la soluzione
percorribile: fuggire…traslocando ancora.
p.p.s.
Oggi, 30/04/2016, vivo in un appartamento centrale a Ramnicu Valcea, al momento libero da
qualsiasi insetto. Spero che il mio nuovo indirizzo non venga mai divulgato e che la mia vita possa
proseguire libera da scarafaggi.
To be continued…?

Mario, SCI