Quel cancello..sempre lì ma ogni giorno un po’ diverso

Coldplay nelle orecchie, misto di ansia/malinconia/nostalgia nello stomaco, Buzau nella mente.. l’ho guardato da google maps..ho cercato quel cancello..prima immagine del nostro arrivo, varcato con un pullman come al momento dell’addio..stesse persone e stessa immagine, ma emozioni diverse, occhi diversi..prima l’ansia, l’attesa, la trepidazione, la curiosità..poi il dolore, la rabbia, l’assenza, il vuoto da un lato e la pienezza dall’altro..una pienezza di emozioni quasi estrema, quasi da scoppiare.. Quel cancello..sempre lì ma ogni giorno un po’ diverso.. divertente, quando ci vedi arrampicato il figlio della Domna che vuole fuggire con i copii rom, gratificante, quando vedi al di là una mandria di copii che corre per aprirlo e farti entrare, un ostacolo, una vera e propria porta chiusa, quando non ti senti ben accetto dalle Domne, da chi comanda in quel mondo, e te lo dimostra chiudendoti fuori, un vero e proprio limite, un recinto, una netta divisione fra il mondo fuori e il mondo dentro, quando vedi coppie di innocenti copii con le manine attaccate alla rete, costretti a parlare attraverso una recinzione..nati nella sfortuna e costretti, obbligati a rimanerci, ognuno nella sua parte di mondo, ognuno nella sua sfiga.. oggi ho fatto un eterno viaggio in treno..grazie a trenitalia come sempre! però ho avuto modo di pensare a lungo..poi ho pensato di scrivere..un po’ x ‘ricordare i ricordi’ e un po’ perchè scrivendo, ogni tanto, ci si schiariscono un po’ le idee..e vorrei condividere con voi una parte che ho scritto e che poi vorrei trascrivere anche sul diario di gruppo.. noi lo abbiamo varcato quel cancello, più volte..ci siamo infiltrati, abbiamo invaso un equilibrio, una rete di dinamiche precariamente stabili, ma funzionali x i comodi di chi detta legge.. noi ci siamo buttati lì dentro, un po’ come un ago di pino in una ragnatela..e se l’ago è stato abbastanza incisivo, se si è buttato senza tentennamenti, senza troppi volteggi in aria, allora forse qualche filo teso lo ha incrinato..qualche segno lo ha lasciato..qualche cambiamento nel routinario e ignorato ordine della tela lo ha portato.. e ora magari qualche filo penzola fuori posto, o meglio, fuori dal posto in cui è stato messo e mantenuto finora, chissà da quando.. ad ogni modo, se ora sta lì, penzolando dove non è mai stato finora, forse qualcuno passando noterà qualcosa di diverso e si accorgerá che lì c’è sempre stata una ragnatela..immobile, silenziosa, indisturbata. Ecco cosa doveva e cosa spero sia stata la nostra missione nei centri di Buzau..un ago di pino gettato in una ragnatela.