Perché voglio vederli ridere

Bambini in Romania mi ha fatta crescere, mi ha preso per mano quando avevo 17 anni e non mi ha più lasciata, mi ha insegnato ad ascoltare e ad ascoltarmi, mi ha insegnato che si può dare e anche che si può ricevere, mi ha insegnato che posso credere di poter cambiare davvero qualcosa.
Sono arrivata in Bir per caso, attraverso il passaparola di amici di amici, con la supponenza e la presunzione di una 17enne che aveva voglia di fare ‘qualcosa di diverso’ dalla solita routine milanese.

Il mio edificio di certezze è crollato appena ho messo piede in Romania, a Floare de Colt.. di fronte a quei visi che non sapevo interpretare, a quelle manine che non sapevo come prendere, a quegli sguardi che è stato così difficile intercettare mi sono sentita impotente. Avevo paura e non sapevo cosa fare. Sembra assurdo ma sono stati loro, i bambini, che mi hanno presa per mano e abbiamo cominciato a giocare.
Quelle due settimane sono trascorse in una sorta di limbo dello spazio e del tempo, l’Italia sembrava solo un’eco lontana, il mio mondo era tutto lì .. in quei corridoi mi sono sentita a casa, con quei bambini ho conosciuto parti di me che non credevo di possedere, ho scoperto forze e riconosciuto limiti, in quelle ore trascorse sotto il sole a fare braccialetti di plastica orribili ( che ho ancora ai polsi) mi sono sentita di essere nel posto giusto al momento giusto.

E poi il ritorno, il dolore di lasciarli senza sapere se li avrei mai rivisti, la consapevolezza che non è mai abbastanza,  la rabbia e l’indignazione per quello che avevo visto.
Pensavo non sarei mai più ripartita dopo quell’estate perchè mi faceva troppo male, e invece sono qui, continuo a ripartire ogni estate per andare dai miei copii.E così via: Gura Vaii, Bals, Constanta, Bradet.. in ognuno di questi posti mi si è strappato il cuore che però ha anche saputo ricostruirsi con una forza che non credevo possibile.

Riparto perché quei bambini mi fanno stare bene, perchè non mi immagino più un’estate senza Romania, perché con loro mi sento davvero me stessa, perché voglio vederli ridere e perché voglio credere che in fondo un pezzettino della loro infanzia glielo possiamo restituire.

Eleonora