La testimonianza di Maria, volontaria a Costanta

la voce di Emma che ogni volta che le chiedi come stai sorride e ti dice bene, sempre
la faccia del peruviano quando fa il tortellino tutto ben condito
Dani quando vince a bandiera o fa bene qualcosa, è sempre il goal della vita
la voce di Florin quando ti urla nell’orecchio e tu inizi a chiederti se riuscirai mai a sentirci di nuovo come prima
la faccia di Adrian quando balla e ride perché sa di essere bravo ma un po’ si imbarazza lo stesso
gli occhioni di Ioana quando ci ha dato i foglietti che aveva scritto per noi, un po’ un “grazie” e un po’ un “non ti dimentico”
l’eterna competizione di Aidun con Tia
il sorriso e la risata di Eveline i primi due giorni, quando voleva stare in braccio e ridere di te e con te
Madalin che inizia i bans e poi se li dimentica a metà
gli occhioni azzurri di Madalina quando ti guarda e vuole che le corri dietro per andare a prenderla
le lentiggini di Giorgiana e di suo fratello, con il loro sorriso sempre un po’ timido ma ogni giorno più curioso
Nicu che prima ci guardava e basta mentre ora gioca sempre con noi
Lama che è riuscita a toccare i capelli della Sofi senza strapparglieli
le mani di tutti quando ti chiedono ancora un “puzzin” di qualcosa (pasta di sale, tiri a basket, giocare ancora, suonare l’ukulele), i nomi con cui si presentano a noi, non sempre i loro, come a voler essere qualcun altro per due settimane, l’età che non sempre è quella vera ma alla fine non ci importa, le parole di rumeno che non capiamo mai abbastanza ma certe volte meglio così, gli abbracci e quella processione infinita che ci accompagna ogni volta che usciamo dall’Istituto, tra le mani di chi vuole continuare a fare giochini che ci fanno impazzire, chi continua a scappare per essere inseguito, chi ti abbraccia e non ti fa camminare, chi ti chiede “football?” e chi continua a raccontarci cose che non smetteremo mai di cercare di capire.

Maria, volontaria a Costanta