Diario di bordo da Constanta #day8

È il giorno dalla partenza, degli abbracci prolungati e ripetuti, degli occhi lucidi e delle lacrime trattenute.
I nani piccoli mi chiedono ancora basket, ma non c’è proprio più tempo, e la domanda successiva è inevitabilmente a che ora partiamo. Quando gli zaini sono pronti, svuotiamo la cabana e portiamo palloni e materiali direttamente dalla direttrice. In questo modo Bir ci ha evitato anche l’assalto forsennato ai regalini, “pentru regolamentu”! Riprende dalla sera prima la grande festa degli abbracci. Arriva da me uno dei nani piccoli per darmi un biglietto e mi dice che è per ringraziarci tutti, e mentre finisce la frase in rumeno, mi chiede se ho capito: e quando gli faccio cenno “sì” con la testa, strabuzza gli occhi, come a dire “Ma se è tutta la settimana che ti ripeto le frasi duecento volte e tu mi dici sempre ‘Non ho capito'”. Ecco, questa volta mi ha salvato l’intuito!
Poi è il turno della nana piccola, quella del primo approccio da favola, che mi si attacca come una cozza: lei è così, tutta irruenza e spontaneità. Poi c’è A. che mi sorride da lontano, mi abbraccia con timidezza, ma io la stritolo letteralmente, le do un bacio sulla fronte e lei si lascia andare, tornerà e ritornerà a farsi abbracciare fino a che non metterò piede sul pulmino.
Arriva il turno dei ragazzi più grandi, ai quali inizialmente do soltanto il cinque ma anche loro fanno le cozze, per 5 secondi, come i nani piccoli.
Sommersa da questo fiume di mani, braccia, carezze, non spiccico nessuna parola. Salgo sul pulmino, tra gli ultimi, gli educatori del Centro vengono a riprendere i nani piccoli che ci avevano seguito fino sopra, l’autista spazientito ci chiede se ci siamo tutti e “sbam”, chiude il portellone. Ancora un cenno con la mano, cala il silenzio e ho davanti a me tutto il tempo del viaggio che contemporaneamente mi tormenta e mi guarisce.
Nemmeno per i miei compagni di viaggio, i miei nani grandi, splendidi e pazzerelli ho trovato parole adeguate per ringraziarli. Lo farò con i foglietti della verifica, promesso, perché siete grandi e lo meritate.