Diario di bordo da Constanta #day6

Come dice uno dei nani grandi, uno dei citazionisti più incredibili che abbia mai conosciuto, “quando ci si diverte, il tempo passa in fretta” e arrivano le nuvole, i fuori programma, l’improvvisazione che si fa arte del gioco.
È il penultimo giorno e corro a nascondermi e a nascondere dietro le cabane, gli alberi e gli scivoli il dispiacere per la fine di un’avventura meravigliosa che si avvicina. I nani piccoli però sembrano vedere solo i miei occhi che luccicano quando riesco a fare tana, ignorando il mio splendido stile di corsa da pinguino.
Eppoi arriva il fuori programma del basket e sul campo polveroso decidiamo di andarci la mattina, anziché alle 16: quando salgo per cambiarmi le scarpe, dal balcone sento grida da stadio “Basket, basket!”. Portiamo fuori tutti i palloni e si scatena l’inferno: “Anche io la palla!”, “Anche io!”, “Anche io!”. Ovviamente tutti vorrebbero il pallone tra le mani e chi il giorno prima aveva fatto gli esercizi di ballhandling vuole rimettersi alla prova: non è facile comprendere che tutti debbano avere la propria chance.
Il pomeriggio è grigionero come le nuvole in cielo: è un giorno da temporale di pensieri. Ma ci “strasta” come dice una nana grande (anche lei sarà una splendida Ref. di Bir!) perché con le bile, le perline e i fili colorati si possono legare assieme tutte le sfumature di emozioni.