Ciao Ovidiu “occhi di ghiaccio”

Purtroppo domenica scorsa è mancato Ovidiu, un ragazzo che molti dei nostri volontari hanno incontrato nelle loro esperienze in uno degli istituti della Romania. Un ragazzo che non passava inosservato per la sua fierezza che traspariva dagli occhi color ghiaccio, un ragazzo rimasto nei cuori dei volontari di BiR che hanno voluto scrivere ognuno un piccolo ricordo.

Alice
A me sembravi un soffio di vento… Faceva caldo quell’estate, il sole batteva forte sui nostri corpi e sulla nostra pelle che quasi ci bruciava. Arrivavi tu, Ovidiu, e con te il tuo sguardo che ci soffiava via la polvere e il caldo. Arrivavi tu, Ovidiu, e ci facevi vibrare. Arrivavi tu, Ovidiu, e io mi nascondevo dal tuo occhio che ci seguiva senza mai perderci. Arrivavi tu, il vento che ci svegliava, ci stupiva, senza che noi ce ne accorgessimo.

Grazie per averci accarezzato, Ovidiu.

Beatrice
Ti ho conosciuto e mi impaurivi; quella figura imponente, fiera, quell’espressione dura e superiore. Negli anni il mio timore e la tua indifferenza si sono gradualmente trasformati in curiosità, ricerca, fiducia e infine affetto. Ti ho visto in istituto pietrificare bimbi e volontari con uno sguardo, ti ho visto guardarci e sorridere di nascosto, ti ho visto sfidarmi e sorprenderti delle mie risposte, ti ho visto fiero per aver costruito una famiglia tutta tua, ti ho visto amare con tutto te stesso tua moglie e tua figlia, ti ho visto aspettarmi e sorridere ad ogni mio arrivo, ti ho visto avere paura di perdere la persona che ami di più e piangere tra le mie braccia, ti ho visto cadere in un momento confuso e buio, ti ho visto rassegnarti e poi lottare per un ultimo saluto, ti ho visto stringere ancora debolmente la mia mano poche ore prima della tua partenza.

Buon viaggio Ovidiu, che il tuo cammino sia allietato dai ricordi più sereni e che dolce sia il tuo riposo. Bea

Eleonora
Ho conosciuto Ovidiu nell’estate del 2010, era quello “grande” del centro di Placament Floare de Colt. Ci sbriciava da lontano, non partecipava mai alle attività .. quando lo incontravo e lo salutavi nel corridoio rispondeva “arrivederci” però l’ultimo giorno era lì, al cancello, per salutarci prima del nostro rientro in Italia. L’ho rivisto due anni dopo, e ci siamo addirittura sorrisi. Questo era il modo tutto suo di esserci. Ci guardava da lontano ma lo sentivamo vicino. Ti sentiremo anche adesso che ci guardi dall’alto.

Ciao Ovidiu, arrivederci.

Enea

Ovidiu era alto e bello, giovane e misterioso. Ed io compivo 18 anni quando lo conobbi, lui ne aveva alcuni più di me… Comunicammo con il silenzio, con gli sguardi, con pochi saluti (da lui non molto apprezzati) quando ci incontravamo per i corridoi. Ci siamo avvicinati, silenziosamente, uno all’altro. Fino ad essere vicini, non confidenti, ma reciproci visitatori; e lui all’improvviso mi mostrò il suo mondo. Un mondo piccolo, ma ricco. Silenzioso e consapevole. Un adulto che racconta la vita mostrandola ad un giovane. Ed io, di quel racconto mostrato, svelato, ancora ne faccio tesoro.
Grazie, Mare. Enea

Giordano

L’estate che ho conosciuto Ovidiu erano nati dei nuovi cuccioli a Bals. Era lui ad occuparsene, gli portava da mangiare e ce li porgeva per coccolarli e per fargli degli scherzi davanti a noi. Ci teneva a mangiare con noi a tavola, in quei momenti scherzava con noi e su di noi, ci teneva anche che tutto fosse in ordine a tavola, per noi. Sono tornato a trovarlo in autunno, quella volta ci ha mostrato casa sua, molto orgoglioso. Alla tv prendeva la Rai e lui, tra una parola di italiano e due di romeno ci ha detto che così continuava ad imparare la nostra lingua. Dei cuccioli, la tavola, una casa e una tv, questo mi viene in mente quando sento il suo nome e il suo sorriso scavato.

Giorgio

Ho conosciuto Ovidiu in una calda estate Romena, a Bals, a Floare de colt per l’esattezza.

In quell’istituto balzava subito all’occhio: un bel ragazzo, alto, magro e slanciato; con due meravigliosi occhi azzurri.
Era quasi sempre serio, con quel suo sguardo forte e intenso che ci osservava mentre facevamo attività con i ragazzi del centro. I suoi modi di fare duri, freddi e distaccati raccontavano, se osservati con un po’ più di attenzione, che la fortuna nella sua vita non era mai entrata. Mai fino al momento in cui, attraverso l’amore della sua vita, Angela, è diventato papà di una meravigliosa bambina, Maria. Ho avuto il piacere di incontrarlo di nuovo, quest’estate, ovviamente insieme a Angela e Maria di ormai tre anni. Ho conosciuto un nuovo Ovidiu, con un volto e degli occhi arricchiti di una luce che in lui non avevo mai visto. L’ho visto, ed è così che me lo voglio ricordare, mentre prendeva in braccio la sua bimba e la faceva giocare lanciandola in aria e riprendendola al volo con un dolce sorriso stampato sul volto. In quel volto si leggeva chiaramente la gioia di essere padre e la fierezza di avere due splendide donne al suo fianco. Quelle stesse donne che gli hanno permesso, a tratti, di lottare a testa alta con una malattia infame che alla fine ha avuto la meglio su di lui. Ciao Ovidiu, porterò per sempre nella mia memoria il tuo volto. Gio

Giulia

Io me lo ricordo, era in istituto e stava con noi. Un bel ragazzo, dal viso duro e lo sguardo arrabbiato di chi dalla vita sognava altro. Faceva quasi paura con i suoi occhi di ghiaccio, spaventava quasi… Ma non ha mai fatto male a nessuno. Giuli

Martina

La prima volta che ti ho incontrato eri Ovidiu “mare”, un ragazzo alto e magro, tanti tatuaggi su una pelle chiarissima e un ghigno di sfida. Mai una parola, mai un’attività con noi, ma eri sempre lì presente a scrutarci con i tuoi bellissimi occhi azzurri. Chissà cosa pensavi… Quando ti ho rivisto anni dopo eri un giovane uomo. Il tuo sguardo glaciale era più morbido, sorridevi a noi e alla tua bellissima bambina che con grande orgoglio ci hai fatto conoscere. Ho proprio avuto la sensazione che fossi felice. Pa Ovidiu mare, nonostante i silenzi e i gesti duri sei stato in grado di sorprendermi e di entrarmi nell’animo. Il tuo incontro e la tua storia rimarranno sempre nel mio cuore.
Roberta D.

Non abbiamo mai parlato perché stavi sempre sulle tue. Ci scrutavi da lontano col tuo essere imponente ma i tuoi modi di fare, il tuo sguardo dicevano moltissimo. Leggere e scoprire dalle parole degli altri l’uomo che sei diventato in questi anni mi fa sorridere e pensare che in fondo, la corazza che ti eri forgiato, non ti aveva reso così dissimile da noi “altri”.

Roberta V.

Estate 2012.
Ovidiu e Angela, gli inseparabili. Due anime che il destino ha fatto incontrare e che mai farà allontanare…
Ricordo i loro sguardi attenti, che scrutavano, che facevano attenzione ad ogni nostra singola mossa. Ricordo gli occhi blu di Ovidiu e la difficoltà di riuscire a strappargli un sorriso.
Ricordo Ovidiu e Angela due anni dopo, la gioia nei loro volti, la luce, la felicità.. erano accompagnati da Maria, nata da pochi mesi. Ricordo che Angela è corsa dentro l’istituto per farci conoscere la loro piccola, di una bellezza estrema, i cui occhi adesso sono il riflesso del suo papà.
Buon viaggio Ovidiu, proteggi dall’alto le tue due piccole donne!
Tommaso
Caro Ovidiu,

mi piace pensare al soprannome “Mare” che da sempre ti è stato affiancato, con rispetto e poesia. Lo immagino con il significato che in Italia gli diamo: qualcosa di forte, di inarrivabile, di grande, come te.

Il mare, dello stesso colore dei tuoi occhi, della profondità del tuo sguardo, della grandezza del tuo animo, da scrutare con ammirazione da lontano, ma che avvicinandoti è capace di mostrarti quel suo lato armonico e romantico.

In questo contrasto desidero ricordarti, dalla diffidenza del primo momento assieme nel 2010, alla sottile complicità che ci ha uniti attorno ad Angela e Maria l’ultima volta che siamo incontrati pochi mesi fa.

Ovidiu, continua a navigare in quel mare infinito che hai raggiunto con le tue mani salde sul timone e lo sguardo rivolto a chi in questa vita hai incontrato e ti ha accompagnato lungo la rotta.

Ne vedem cand ne intalnim. Tommy

Valentina
…non eri molto partecipe non ho mai avuto scambi di parole con te. Eri serio, facevi il duro, il capo o più semplicemente Ovidiu “grande”. Le nostre vite erano e sono state così diverse…non so cosa si nascondesse dietro ai tuoi occhi e non riesco neanche ad immaginarlo, ma la tua presenza si faceva sentire in quei corridoi e in quel cortile, sei parte di quella mia estate e di chi ha conosciuto Bals.