Chi sa e nulla fa è complice

Rupea 2007
Chi sa,e nulla fa è complice                               

“..e ti chiedi chi sei tu per meritare tutto questo amore,tu,che sei lì solo per quindici giorni per farli giocare,per far capire che c’è qualcuno a cui interessano,a mostrargli che la vita non è quello che hanno vissuto fino a quel momento ma c’è qualcosa di più…

E quando parti,ormai stremata dalla stanchezza sia psicologica che fisica,quando ormai hai scoperto ciò con cui lottano ogni giorno,hai solo voglia di piangere e stare con loro.Perchè sei entrato nel loro ambiente quotidiano,nella loro disperazione e ti domandi come farai tu a tornare alla tua vita di sempre quando in mezzo a loro ti hanno fatto sentire come a “casa” e ti hanno fatto sentire realmente te stessa.”

“…La Romania è questo e molto altro.
E’ però soprattutto un’occasione per imparare a capire e conoscere meglio se stessi.E’un viaggio intimo irripetibile.”

Ho deciso di trascrivere queste frasi,non mie,ma di altri volontari perché mi sembravano perfette per esprimere quello stato di confusione, felicità, dubbio, allegria, entusiasmo che mi invadono da quando sono tornata.
E’ difficile dire a parole quello che senti, forse perché neanche sai bene quel che provi.
Qualcuno diceva “non è l’uomo che fa il viaggio,ma è il viaggio che fa l’uomo” e credo non ci sia frase migliore…
Inizialmente sono partita con l’idea di non aspettarmi niente,volevo fosse tutto una “sorpresa”,volevo veramente poter fare quel cambiamento che da tempo aspettavo..e così è stato!
La paura,però,di sentirsi un po’ cambiati,forse migliorati,non mi ha ancora lasciato del tutto…e la voglia di piangere è tanta,forse perché non ti sei mai sentito a casa come in quell’istituto,forse perché non ti sei mai sentito te stesso come in quelle due settimane.
Paradossalmente però,stando con i copii ti sentivi completamente annullato, eri totalmente immerso e ti sentivi parte di loro! E credo non ci sia cosa più bella..
Ogni giorno le emozioni,le sensazioni erano innumerevoli e ti rendevi conto pian piano che ti stavano dando più di quello che tu stessi donando loro,semplicemente con sguardi,baci,sorrisi e abbracci.
Ti rendi conto che la vita sta nella semplicità di un volto,dei mille bans cantati a squarciagola,nei giochi fatti in gruppo,nelle risate…e allora è lì che inizia il tuo “caos interiore”,è lì che inizi a farti domande,cercando risposte…che non sempre trovi..

Jean Guitton nel suo testamento filosofico diceva: “Quando uno non cerca più, perde ciò che ha trovato. Al contrario più si trova,più si cerca.”

E la missione in Romania è anche questo:trovare e cercare.
Trovare copii favolosi che ti insegnano la semplicità e cercare di imparare da loro.
Sono i copii che ti aiutano a rompere “quella bolla che ti divideva dal mondo, dai cui non riuscivi ad uscire più di tanto. Ed ora che si è rotta,fa male,come tutte le cose che si rompono, ma è un dolore bello, come la stanchezza che provi dopo una giornata intensissima piena di corse, risate, canti, ecc. Ti sentivi distrutto, sudato, maleodorante, ma felice…Ora ti senti cambiato, triste, lacerato, senza certezze… ma felice…”
Ti senti diverso perché in quei piccoli volti hai visto in soli quindici giorni dei grandi cambiamenti,dei passi in avanti che mai ti saresti aspettato…anche se solo per due settimane senti di essere cresciuto con loro,ma allo stesso tempo ti senti in colpa perché vorresti stare con loro altre infinite settimane per condividere ciò che di più bello e semplice esiste.
Certo i momenti di sconforto non sono mancati:i loro improvvisi sbalzi di umore,le risate isteriche di qualche bimba,gli occhi tristi e persi di molti,le botte di qualcuno,i litigi tra loro…In quel momento ti senti abbattuto,senti che quello che stai costruendo con loro sta svanendo,ma l’importante è non smettere di crederci e di sperare;Credere che in fondo quello che stai facendo li rende felici ed entusiasti e sperare che la loro realtà migliori,cercando di essere da stimolo ed esempio per le educatrici che lavorano lì.
La Romania è,dunque,anche questo:è la scoperta che “solo offrendosi si cresce,che regalando si guadagna,che la nostra umanità può essere bella e buona. E non è scoperta da poco.”
Perché il volto di Cristo lo incontri nella tua disperata ricerca di giustizia,nel tuo desiderio d’amore!

Sonia